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Veduta dell'installazione


Veduta dell'installazione

Tracce di un seminario
- Visiting Professor Allan Kaprow
Mostra degli allievi del Corso Superiore di Arte Visiva 1997

Elaine Boily, Stefano Bonacci, Marianne Bowdler, Marco Bragaglia, Rossana Buremi, Sonia Campagnola, Valerio Carrubba, Jorn Ebner, Flavio Favelli, Tine Fehr, Nicholas Floch, Nicole Kaestli, Clara Luiselli, Katarzyna Matoga, Pedro Moitinho, Magdalena Pardede, Awan Parulian, Keith Perelli, Stefano Peressini, Gabriele Picco, Mariuccia Pisani, Irene Prinzivalli, Farid Rahim, Edwin Riley, Romero Augustin Sanchez, Ilka Schulz, Carolina Silva, Carmelo Tedeschi, Stefan Simov, Rachel Stevens, Salla Tykka, Bruno Van Belleghen

a cura di Giacinto Di Pietrantonio e Angela Vettese
coordinamento Anna Daneri

18 novembre - 11 dicembre 1997

Tracce di un seminario è il titolo della mostra degli allievi del Corso Superiore di Arte visiva 1997 della Fondazione Antonio Ratti.

La mostra documenta le varie fasi del seminario tenuto a Como da Allan Kaprow, figura centrale dell'arte statunitense del dopoguerra e sperimentatore fin dagli anni Cinquanta delle più rivoluzionarie forme d'arte come l'Environment e l'Happening. I trentadue artisti selezionati e provenienti da circa quindici paesi diversi, dal circa quindici paesi diversi, dal Canada alla Bulgaria, dall'Indonesia alla Finlandia,... sono stati coinvolti in una serie di attività teoriche, pratiche e addirittura giocosamente fisiche, che intendevano rendere consapevoli gesti comuni normalmente automatici. L'esito del seminario è stata una mostra intitolata Collective Environment, in cui si sono amalgamati apporto individuale e spirito collettivo per realizzare con parole di Kaprow "un luogo speciale, unico, possibilmente intimo".

laine Boily
L'artista canadese espone il progetto per una mostra personale di prossima apertura, nella quale esporrà oggetti divesi raccolti come fogli di diario. In particolare risulta significativo l'utilizzo del vetroresina come contenitore all' interno del quale compattare e stratificare fogli e altri reperti.

Stefano Bonacci
L'artista italiano presenta una scatola di progetti fondati su una profonda ricerca dei valori geometrici che stanno dentro alle forme (per esempio nel suo stesso viso), con attenzione e preziosità alle strutture nascoste della realtà visibile.

Maianne Bowdler
L'artista australiana espone una documentazione sulla carota e su tutte le forme che essa può assumere sotto forma naturale, industriale, farmaceutica eccetera, mettendo in atto una sorta di viaggio nella cultura contemporanea a partire da un suo qualsiasi elemento di base.

Marco Bragaglia
L'artista italiano espone un poster plastificato da lui stesso realizzato, nel quale si reclamizza un adesivo che, applicato a un qualsiasi apparecchio televisivo, lo trasforma in una sua opera d'arte. Al centro di questo come degli altri suoi lavori sta una attenzione giocosa ma profonda ai fenomeni della vita comune.

Rossana Buremi
L'artista italiana espone opere basate sulla manipolazione della carta, trattata come un materiale sensibile, infantile ma anche inquietante, che si trasforma in dadi da gioco, in un serpente che attraversa lo spazio, in due rilievi di fogli lacerati e ricomposti.

Sonia Campagnola
L'artista italiana simula con materiali precari incidenti di varia natura: una casetta di carta a un angolo della sala mostra il suo tetto sfondato, mentre un aereo di carta si abbatte contro un quadrato blu fissato allo stipite di una finestra.

Valerio Carrubba
L'artista italiano rinnova il "vecchio" medium della pittura riproponendo due quadri dalla lettura apparentemente semplice, una composizione astratta e un vaso di fiori, che sono stati però dipinti secondo un processo dominato da regole che lo spettatore può divertirsi a ricercare.

Jorn Ebner
L'artista tedesco presenta un' aereoplanino di carta da costruire e una fotografia dell'aereoplano stesso, giocando con l' idea di kit di montaggio e riflettendo al tempo stesso sui problemi riguardanti le tecniche artistiche e l'interazione del pubblico con le opere.

Flavio Favelli
L'artista italiano propone un progetto di azione artistica basata sulla lettura come traccia e sul corpo stesso come entità capace di lasciare delle tracce, attraverso il sudore e la sua semplice presenza fisica; l'idea di traccia ricompare anche riguardo al vetro sabbiato che copre la fotografia centrale, lascia intravvedere un'immagine non perfettamente definita anche se ancora riconoscibile.

Tine Fehr
L'artista tedesca presenta una serie di immagini fotografiche riguardanti i pianeti, scattate da lei stessa e stampate seguendo una tecnica di inversione dei colori. Una cartolina della medesima dimensione augura saluti dallo spazio siderale.

Nicholas Floch L'artista francese presenta una cassetta audio vergine, giocando sulla ambiguità dei significati del termine in ambito religioso, tecnologico ed artistico, e proponendo così una rimeditazione della pratica del ready-made.

Nicole Kaestli
L'artista svizzera propone due fotomontaggi in cui espone una sua opera di matrice duchampiana (un water rivestito di stoffa viola e rialzato come un monumento) e la documentazione fotogafica di una famosa performance di Joseph Beuys. Assieme a questi lavori dissacranti di una certa mitologia artistica viene anche proposta una bambolola gonfiabile sgonfia, come feticcio del corpo consumistico.

Clara Luiselli
L'artista italiana espone una serie di pannelli a croce che indicano la possibilità di costruire una stanza rivestita di piastrelle che contengono uova e che, grazie a un rivestimento di silicone, diventano resistenti e calpestabili.

Katarzyna Matoga
L'artista polacca propone tre tavole sulle quali tenta di progettare un sommergibile, sondando fino a che punto possa spingersi la tecnica quando non supportata da un lavoro di equipe e ripercorsa senza mezzi specifici da un individào in solitudine. Pedro Moitinho L'artista portoghese espone un video nel quale, cucendo con una sola mano, in realtà cuce le proprie stesse dita sullo sfondo di un drappo colorato: una metafora insieme del picere e del dolore che ci si può provocare da soli.

Magdalena Pardede
L'artista indonesiana presenta un diario di viaggio concepito durante la sua permanenza in Giappone. L'opera si presenta sotto forma di appunti visivi e scritti che contengono oggetti, lettere, disegni e collages fotografici.

Awan Parulian
L'artisa indonesiano presenta un circolo di uomini multicolori e sonanti, diversi eppure identici, che muovendosi creano un'armonia sonora così come, idealmente, ogni comunità umana dovrebbe saper produrre una consonanza. Keith Perelli L' artista americano presenta su un tavolo un questionario plastificato, cercando di indagare le sempre controverse relazioni tra l'arte contemporanea e il suo pubblico.

Stefano Peressini
L'artista italiano presenta un progetto riguardante le tubature di un' area cittadina, territorio sconosciuto eppure tanto importante nella vita di tutti i giorni, spesso protetto da segreti militari e comunque inaccessibile a chi poi usufuisce dei suoi servizi. In un altro progetto sono protagoniste le grate che guardano lo spazio sotterraneo, secondo un'analogo ordine di problemi.

Gabriele Picco
L'artista ialiano presenta una serie di disegni di stile vignettistico, estremamente sintetici e giocosi, in cui vengono proposte al pubblico siuazioni surreali e cortocircuiti di senso.

Mariuccia Pisani
L'artista italiana espone una serie di polaroid sul tema del corpo nudo, proprio e altrui, trattato non come luogo mitico ma come sede di debolezze e di fatti. In un altra opera si presenta una fotografia ritoccata al computer di un maesaggio notturno, nel quale un personaggio guarda verso un'improbabile stella tecnologica.

Irene Prinzivalli
L' artista italiana presenta un quadro con accenti fumettistici incorniciato di verde, il progetto per una casa senza porte e finestre che non consente di venire abbandonata o penetrata, e ancora un sacchetto di plastica trasparente in cui è stata raccola la Bibbia dopo averla ridotta in coriandoli.

Farid Rahimi
L'artista italiano presenta un progetto per una eventuale fotografia, un collage in cui una riproduzione da Vermeer viene raddoppiata e spostata rispetto all'asse verticale della finestra.

Edwin Riley
L'artista americano presenta un dipinto che descrive il periodo della sua permanenza a Como, vissuto come un'esperienza intensa e decisiva, dove si riconoscono l'Italia in forma allegorica di donna, Allan Kaprow sotto forma di gufo e la tribù dei compagni di corso.

Augustin Romero Sanchez
L'artista messicano presenta una sequenza di collages in cui viene rappresentata sotto foma di scritti e fotografie la problematica della presenza in più luoghi resa possibile dall'evoluzione tecnologica.

Ilka Schulz
L'artista tedesca presenta una serie di palloncini gonfiati e sgonfi, come simbolo del corpo che si trasporta dal dentro al fuori e da un luogo all'altro (da Milano a Berlino). In una successiva performance i palloncini verranno liberati in aria, ciascuno accompagnato da un messaggio diverso in cui si afferma la capacità del corpo proprio di porsi come una casa mobile.

Carolina Silva
L' artista spagnola presenta due tavole a tecnica mista in cui rievoca l'atmosfera di un acquario, la tranquillità ma anche l'angoscia sottile dell'essere immersi in un mezzo fluttuante che ci richiede un ancoraggio, quasi un cordone ombelicale.

Carmelo Tedeschi
L'artista italiano, interessato in particolare al vestire il corpo e che lavora al limite con lo stilismo sperimentale, presenta una sequenza di fotografie che riprendono il corpo sotto forma di ombra stagliata su di uno sfondo.

Stefan Simov
L'artista bulgaro presenta una sequenza di fotografie riguardanti il suo viaggio in Italia e un gruppo di disegni a china rossa e a matita che sono stati eseguiti durante la sua permanenza all'Accademia di Carrara.

Rachel Stevens
L'artista americana presenta un gioco fotografico che è anche una parodia del lavoro di Cindy Sherman, ma che gioca soprattutto con le ambivalenze della parola San Francesco: essa designa il santo di Assisi, nel cui territorio stanno accadendo eventi tragici, conferisce il nome alla chiesa comasca nella quale è stato tenuto il corso della Fondazione Ratti e ha anche ispirato il toponimo della città in cui l'artista vive, San Francisco.

Salla Tykka
L'artista finlandese presenta tre tavole di provini fotografici nelle quali viene reso esplicito il problema dell'identità propria: le immagini partono dal primo piano, si sviluppano in secondi piani colti in un'atmosfera domesica e terminano con una vestizione del corpo, cioè con l' identità pronta a uscire da sé e a mostrarsi all' esterno.

Bruno van Belleghen
L'artista francese presenta una serie di schemi che evocano un progetto politico e utopistico riguardante l'amore, la vita comunitaria e la politica, accompagnati da formelle di terracotta che danno al progetto una visibilità concreta.




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last update 12-10-2011