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This Is the End
Liliana Moro
a cura di Milovan Farronato
4 aprile - 17 maggio 2008
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Careof e Viafarini sono lieti di inaugurare le loro nuove sedi espositive presso la Fabbrica del Vapore con una mostra condivisa dedicata a Liliana Moro, artista internazionale particolarmente legata alla città di Milano. Moro infatti non solo è nata nel capoluogo lombardo, ma a Milano continua a vivere e lavorare. Prima del riconoscimento internazionale sancito dalla partecipazione alla 45a Biennale di Venezia del 1993 e a Documenta IX, nel 1992 a Kassel, (nonché a una significativa serie di mostre, personali e collettive, presso prestigiose istituzioni di tutto il mondo, tra cui il Castello di Rivoli nel 1994, il Moderna Museet di Stoccolma nel 1998, la Stichting De Appel di Amsterdam nel 1999 e il CCA Wattis Institute for Contemporary Art di San Francisco nel 2005), l'artista è stata anche una delle animatrici di una delle più floride stagioni culturali della città: fondatrice insieme a un gruppo di artisti - non un collettivo ma un'esperienza condivisa di crescita e confronto - della rivista Tiracorrendo e dello spazio di via Lazzaro Palazzi, è stata anche sostenitrice, sin dalle origini, delle due istituzioni che ora inaugurano con lei la loro nuova sfida. Suo ad esempio è stato il manifesto scelto nel 1991 da Viafarini a rappresentarla; sua la personale che Careof ospitò nel 1997, nella sede storica di Cusano Milanino.
La mostra a cura di Milovan Farronato è stata resa possibile grazie alla preziosa collaborazione di Vibrapac. This is the End, il titolo provocatorio scelto da Liliana Moro per evocare al contempo una fine e un nuovo inizio, raccoglie in una struttura architettonica, secca e minimale - pensata e progettata dall'artista con i materiali e le competenze costruttive di Vibrapac - una serie di lavori precoci e recenti, noti e inediti. Una selezione non destinata a seguire un percorso retrospettivo nella carriera decennale dell'artista, quanto a offrire una speciale prospettiva, e un particolare orizzonte interpretativo sul suo lavoro.
Pareti dagli spigoli vivi, che non definiscono perimetri conclusi, incastonano stanze il cui accesso è permesso o proibito. Disegnano una forma nitida, una scultura in sé, che è anche ambiente destinato a ospitare la circolazione incerta dello spettatore e l'apparizione di cinque lavori: sculture, installazioni e una scritta al neon, in un bilanciato, ma imprevedibile, gioco d'equilibri che si articola intorno a un ideale centro. Dispersione e concentrazione, interno ed esterno, suggestioni luminose e sonore, simulacri ambigui e meccanismi impazziti sono gli ingredienti salienti.
Il muro stesso acquista un ruolo simbolico che lo porta a trasformarsi da semplice elemento architettonico a citazione dai molteplici significati. È l'immagine dei tanti ostacoli in cui ci si imbatte; è la barriera da superare se si vuole andare oltre e scoprire cosa c'è al di là; è il limite con cui ognuno si deve confrontare nella vita di ogni giorno; il filtro tra interno ed esterno, il guscio che ci protegge dal mondo o lo schermo che ci impedisce di comunicare con ciò che è al di fuori.
Careof e Viafarini hanno offerto a Liliana Moro uno spazio neutro, non ancora ripartito nelle due sale che saranno successivamente destinate a ospitare i rispettivi programmi espositivi. Vibrapac le ha permesso di creare una struttura, opera e meccanismo di display, a immagine e somiglianza dell'itinerario e dei lavori in esso racchiusi. Contenuto e contenitore, significato e significante in una miscela calibrata e orchestrata ad unisonum. |
Con la collaborazione di Vibrapac
Con il patrocinio e il contributo del Comune di Milano - Settore Tempo Libero
Con il contributo Fondazione Cariplo,
Gemmo spa,
Vibrapac spa
Liliana Moro in Italian Area
Guarda il video della mostra This Is the End
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