15 giugno - 26 luglio 2012
Workshop e progetto espositivo Academy Awards "Barbarie"
progetto presentato da Marcello Maloberti e Adrian Paci, elaborato per il Dipartimento di Arti Visive, Performative e Multimediali della NABA


 

Questa Barbarie, individuata nell’accostamento di opere di diversa natura e tecnica, selezionate tra quelle prodotte dagli studenti del Triennio di Arti Visive, è intesa come un'attitudine all'esperienza dell'arte, che si muove ai confini dei linguaggi ordinari: la capacità di inventare nuove forze, nuovi concetti e ossessioni, deriva infatti dalla possibilità di usare il linguaggio muovendosi in un territorio che rimane sempre straniero, un carattere potenziale che viene percepito come necessariamente e ostinatamente “barbaro”.

Gli studenti, con le loro opere, hanno guardato con naturalezza a tutto ciò che si rivolge all’“istintivo”, che nasce da una reale sollecitudine e necessità, ponendo l’attenzione sull' importanza di una dimensione desiderante alla base delle dinamiche della creazione artistica. Seguendo la natura dei lavori in mostra che presentano la molteplicità dei linguaggi, delle tecniche, delle sollecitazioni e dei gesti che li hanno generati, la dimensione spaziale in cui sono raccolti è stata pensata per opposizione, al fine di marcare questi aspetti tra saturazione e sottrazione, intensità e riduzione, vuoto e pieno, frastuono e silenzio.

Con il contributo di Fondazione Cariplo e Gemmo spa. Con il patrocinio del Comune di Milano - Assessorato a Cultura, Moda Design.

Veduta dell'allestimento.
Foto di Davide Tremolada

Foto di Davide Tremolada

Foto di Davide Tremolada

Foto di Davide Tremolada

Foto di Davide Tremolada

Foto di Davide Tremolada

L’inaugurazione

Irene Coppola, Are(e)n, tele ricamate, dimensioni variabili, 2011 (dettaglio)

Partendo da una riflessione sul lavoro manuale, ho operato un'indagine sulle mappe delle città utopiche rinascimentali cui ho deciso di dare una nuova forma ricamandole a mano su tela. Il lavoro è composto da dodici tele: alcune raffigurano mappe intere, altre si soffermano su alcuni dettagli come i perimetri, le parti interne o ancora numeri e lettere che avevano carattere simbolico. Nel procedere a tale selezione ho operato fino alla frantumazione del dettaglio per sviscerare l'essenza delle mappe stesse eliminando l’eccesso.

Foto di Davide Tremolada

Davide Serpetti, Pulling Matches, performance (durata 30’’), trenta scatole di fiammiferi dipinte, dimensioni variabili, 2012.

Trenta performer anonimi che sotto la direzione dell'artista accendono un fiammifero quasi all'unisono. Trenta combustioni ripetute ma intervallate da attimi di pausa, imperfette, generano rumore, visione e odore.
Performance realizzata in occasione dell'Opening.

Cecilie Hjelvik Andersen, Namaste ji, olio su tela, 24 x 30 cm, 2012

Attraverso il ritratto ho considerato la condizione di vita dei pazienti di un ospizio indiano come pretesto su cui riflettere. Ho guardato al volto come a una sorta di territorio in conflitto con l'esperienza delle persone rappresentate.
Foto di Davide Tremolada.

Alessandro Lenzolari, Tornado, stampa su carta fotografica opaca, 200 x 140 cm, 2010

Pada, tappeto greco tradizionale, tubi, pinze, cm 160 x 70 x 20, 2012.

Installazioni di strutture modulari appartenenti ai retroscena di un set fotografico vengono combinate con oggetti e immaginari diversi, generando nuovi significati all'interno di quella dimensione nascosta in cui avviene il pensiero e la strategia della fotografia. Questi elementi, nella loro combinazione irripetibile diventano soggetti dell'atto fotografico stesso.
Foto di Davide Tremolada.

Alice Gerosa, Centouno, inchiostro e acquarello su carta (particolare), 14,5 x 10 cm, 2012

Intervenendo ripetutamente sulla stessa figura con la stessa tecnica, ma in maniera differente, il soggetto subisce una sorta di processo di decostruzione e ricostruzione anche dell’identità e diventa ambiguo. All’interno di questa serie, la mutazione cambia la figura profondamente fino a confonderne l’identità stessa e a crearne di molteplici.
Foto di Davide Tremolada

Alkim Andrea Reggioli, Definizione, matita e china su carta da lucido, 42 x 29,7 e 21 x 29,7 cm, cad., 2012

Mi sono concentrato nell'analisi di vari spartiti musicali e una volta estrapolati gli elementi essenziali e definite le nuove regole, ho iniziato con la creazione di un nuovo mondo, che non sia necessariamente collegato al concetto precedente, ma che aiuti a esprimerne di nuovi.
Foto di Davide Tremolada

Cecilie Hjelvik Andersen, Heivannet, video, 4', 2012

Una piccola figura sull'orizzonte del lago ghiacciato di Heivannet cerca con insistenza di rompere la superficie con un'accetta. Nella dimensione astratta e silenziosa del paesaggio si compie un atto di forza eroico e destinato al vuoto.
Foto di Davide Tremolada

Daniela Peracchi, Leggero leggero, video, 8’54’’, 2011

Il lavoro è ispirato al baco da seta. L’azione consiste nel coprire completamente mia madre con delle foglie secche. Esse la seppelliscono, nascondendola e proteggendola dal mondo esterno. Come un vero vestito, le foglie si poggiano su di lei leggere leggere e si appesantiscono con il passare del tempo.
Foto di Davide Tremolada

Davide Serpetti, Pulling Matches, performance (durata 30’’), trenta scatole di fiammiferi dipinte, dimensioni variabili, 2012

Trenta performer anonimi che sotto la direzione dell'artista accendono un fiammifero quasi all'unisono. Trenta combustioni ripetute ma intervallate da attimi di pausa, imperfette, generano rumore, visione e odore.
Foto di Davide Tremolada

Elisabetta Falanga, Involvement, video 2'25'', colore, sonoro, 2011

L’ambiente si fa teatro, gli abitanti come statue ellenistiche si plasmano sul mobilio, divenendo frame di un video nello spazio esistente. Non vi è tempo se non il proprio, che è fatto di disordinati percorsi personali scissi fra loro. Ogni attimo è per sé e sconvolge le normali prassi e vicissitudini.
Foto di Davide Tremolada

Flavia Montecchi, Me Ne Frego, grafite su carta, 150 x 290 cm, 2012

''Signor comandante io me ne frego, si fa ciò che si ha da fare per il re e per la patria''. Definito da D'Annunzio un motto “crudo'”, interpretato durante la prima guerra mondiale come segno di abnegazione totale della Patria, venne in seguito utilizzato dalle Squadre d’azione fasciste, come un’ostentazione di indifferenza verso ogni tipo di critica morale o democrazia del pensiero. Un motto anarchico che annulla la natura formativa e assoluta dell’epigrafe monumentale.
Foto di Davide Tremolada

Giorgia Mocilnik, She 2012, stampa fotografica, 62 x 70 cm, 2012

Costruire un rifugio all’interno della propria stanza; volersi rispecchiare sia nel suo materiale che nella sua costruzione; convivere con qualcosa di utile, sicuro, ma che allo stesso è prepotente.
Foto di Davide Tremolada

Gloria Carucci, Venagione, foto-proiezione, dimensione ambientale, 2012

L'immagine di una battuta di caccia è proiettata sul corpo dell’artista. Piani e narrazioni sovrapposti per raccontare una grande “astrazione animale”, la creazione della bestia.
Foto di Davide Tremolada

Irene Belfi, Senza titolo, video-installazione, 3'09'', 2012

Un'immagine fissa viene ripresa fino a quando un movimento graduale non la scuote, gocce d’acqua corrompono la sua dimensione statica, creando una sonorità.
Foto di Davide Tremolada

Roberta Garbagnati, Rampage, video, 10’, 2012

Il video nasce dalla documentazione di una serie di azioni improvvisate che si trasformano poi in azioni pianificate nelle quali mi relaziono con una serie di oggetti prescelti. Rampage è l’insieme di tensione, fallimento, tentativi, equilibrio, errore, forma, impulso, decisione, è un creare qualcosa mentre la eseguo, spontanea e casuale.
Foto di Davide Tremolada

Roberta Garbagnati, Street six, materiali vari, dimensioni variabili, 2010

Ispirandomi alle Linee di Piero Manzoni, ho usato rotoli di materiali differenti - nastro rosso per pacco regalo, gomitoli di lana, carta stagnola, rotoli di scontrino, nastro blu per pacco regalo, nastro adesivo, Domopak, nastro verde per pacco regalo … - fissandone un’estremità alla parete ho lasciato che cadessero naturalmente creando così il loro percorso.
Foto di Davide Tremolada

in alto: Giorgia Mocilnik, She 2012, stampa fotografica, 62 x 70 cm, 2012

Costruire un rifugio all’interno della propria stanza; volersi rispecchiare sia nel suo materiale che nella sua costruzione; convivere con qualcosa di utile, sicuro, ma che allo stesso è prepotente.

in basso: Giulia Maiorano, Senza titolo, mattoni, 24 x 11 x 8 cm e 13 cm x 6 cm x 11,5 cm, 2012.

La tecnica è quella dell’incisione praticata su mattone, ripassato poi con una matita bianca. Sei mattoni incisi danno peso e materia alla dimensione del linguaggio, frasi senza tempo vengono rivisitate e modificate con ironia.

foto di Davide Tremolada

Irene Sartorio, Icone, olio su rame, dimensioni variabili (15  x20 cm cad.), 2012. (dettaglio)

Il rame è un metallo, di conseguenza è freddo eppure di un colore caldo che inganna i sensi. Il sentimento che risiede dietro ogni immagine dipinta su questo materiale viene quindi accentuata dall’una o dall’altra caratteristica portando a uno studio non solo del materiale ma anche dei soggetti come piccole icone personali.

Foto di Davide Tremolada


Workshop e progetto espositivo Academy Awards 2016, 7 novembre 2016 - 25 marzo 2017
a cura di Simone Frangi in collaborazione con Boite e Waiting Posthuman e il coordinamento di Giulio Verago

 

Academy Awards è un progetto partecipativo di formazione, autoformazione e ricerca, curato da Viafarini e giunto alla sua quarta edizione. Un laboratorio espanso della durata di quattro mesi rivolto a un gruppo selezionato di venti studenti e neo diplomati delle principali Accademie e Università italiane. Per la durata del programma, Academy Awards ha organizzato una serie di incontri settimanali con artisti, ricercatori, curatori e filosofi, focalizzando l’attenzione su due macro temi: i femminismi e il postumano.

I partecipanti della quarta edizione di Academy Awards presentano un’articolata programmazione di eventi che spazia da reading group, live performances e momenti espositivi in cui artisti e curatori si confrontano con un sistema di condivisione aperto e dinamico.

3 ottobre 2015 - 20 gennaio 2016
Workshop e progetto espositivo Academy Awards "Beg to differ"


Academy Awards 2015, terza edizione di un progetto formativo ed espositivo partecipato è un laboratorio della durata di tre mesi articolato in 7 workshop, rivolto a un gruppo di venti studenti e neolaureati delle principali Accademie italiane (Accademia di Belle Arti di Brera, Milano; NABA Nuova Accademia di Belle Arti, Milano; Accademia Carrara di Belle Arti, Bergamo; Accademia di Belle Arti, Venezia; Università IUAV, Venezia, Accademia Albertina di Belle Arti, Torino) selezionati tramite open call in collaborazione con le Accademie stesse. Nel coordinamento di questo progetto Viafarini coinvolge cinque giovani curatori, scelti assieme alle Accademie partner del progetto, vicini ai giovani artisti per generazione, che lavoreranno con gli artisti: Mattia Capelletti, Valentina Lacinio, Filippo Lorenzin, Caterina Molteni, Bianca Stoppani.

Academy Awards crea un'occasione di confronto tra i giovani artisti e curatori emergenti e il pubblico, per trasformare il processo di ideazione e curatela di una mostra in un percorso formativo. Academy Awards è un'occasione per superare i confini dell’aula, offre agli artisti la possibilità di confrontarsi con uno spazio di legittimazione e incubazione creativa, uno spazio dove lavorare, riflettere sulla pratica dell'arte e sul proprio futuro professionale.

Con il Patrocinio del Comune di Milano, con il contributo di Fondazione Cariplo e di Gemmo spa.

21 gennaio - 2 febbraio 2013
Workshop e progetto espositivo Academy Awards "Arti Visive all’Università IUAV di Venezia"
in collaborazione con Università IUAV, Venezia e Fondazione Bevilacqua La Masa

 

THE CURATOR IS PRESENT / CURATORI AL PARTY

docente Cornelia Lauf

collaboratrici Corinne Mazzoli & Camilla Salvaneschi

partecipano: Claudia Barato, Simone Beacco, Rachele Burgato, Doris Cavar, Francesca Cesena, Alice Ciresola, Enkelejd Doja, Viola Andrea Duse Masin, Elisa Fantin, Beatrice Forchini, Enrico Granzotto, Elisa Iuliano, Valentina Lacinio, Vera Lipreri, Valeria Marchesini, Giulia Morucchio, Marta Muschietti, Denise Nardini, Elena Pallaro, Irene Rossini, Michela Solinas, Laura Tinti, Daniele Tucci, Giulia Maria Volontè, Marika Zoccarato.


LA METODOLOGIA DEL PROGETTO

docente Antoni Muntadas

collaboratrice Alessandra Messali

partecipano: Pietro Bonfanti, Fabio Caccuri, Serge Campo, Mattia Casotti, Giulio Castoro, Mario Ciaramitaro, Giuseppe Ferrari, Laura Frattolito, Leonardo Mastromauro, Dalila Missero, Paolo Rosso, Pietro Rotteglia, Caterina Shanta.


DO NO

docente Cesare Pietroiusti

collaboratrice Filipa Ramos

partecipano: Susanna Alberti, Vashti Ali, Piera Antuono, Marzia Avallone, Simone Basani, Monica Bosaro, Sonia Chianchiano, Lorenzo Commisso, Alisia Cruciani, Sara Dabrilli, Bianca Fasiolo, Clio Flego, Giulia Gasparini, Ilaria Gentilini, Chiara Grossi, Graziano Meneghini, Serena Oliva, Samuele Piazza, Elisa Pinna, Antonio Pipolo, Lavinia Spimpolo, Maria Elena Tita, Elena Valdrè, Francesca Valenzano, Maria Grazia Vetrone, M. Giovanna Virga, Francesca Zolli.

29 maggio - 9 giugno 2012
Workshop e progetto espositivo Academy Awards "L’intimità dell’immagine come luogo in comune"
In collaborazione con Accademia di Belle Arti di Brera e con l'artista e docente Gianni Caravaggio
4 maggio - 19 maggio 2012
Workshop e progetto espositivo Academy Awards "Fuori dalla gabbia di Faraday"
in collaborazione con Accademia Carrara di Belle Arti, Bergamo, a cura dei docenti Eva Marisaldi e Salvatore Falci.


I 21 artisti partecipanti, studenti del II e del III anno nell’ambito dei corsi di Pittura/Arti visive del triennio dell’Accademia sono: Paolo Baraldi, Francesca Battello, Luigi Bonetti, Sara Campini, Roberta Conti, Leila Crotti, Diego Ferrari, Isabella Fusco, Silvia Invernici, Simone Longaretti, Luca Maestroni, Daniele Maffeis, Matteo Maino, Juri Merati, Marta Pessoni, Umberto Pezzini, Diego Ravotto.