13 dicembre 2016
VIR Viafarini-in-residence, Open Studio

 

Pamela Breda, Simona Da Pozzo, Diego Gualandris, Rada Kozelj, Francesco Maluta, Giulio Scalisi, Letizia Scarpello.

Foto di Federica Boffo


Foto di Federica Boffo


Foto di Federica Boffo


Foto di Federica Boffo


Foto di Federica Boffo


Foto di Federica Boffo


Foto di Federica Boffo


Foto di Federica Boffo


Foto di Federica Boffo


Foto di Federica Boffo



10 giugno 2020
Saremo in pochi - Viafarini Open Studio


Giuseppe Buzzotta, Chiara Capellini, Matteo Costanzo, Nicola Facchini, David Michel Fayek, Francesco Fontana, Liana Ghukasyan (Armenia), Elettra Gorni, Guildor, Julia Krahn (Germania), Francesca Migone, Mitikafe, Miriam Montani, Ludovico Orombelli, Muriel Paraboni (Brasile), Claudia Petraroli, Vera Pravda, Martina Rota, Thomas Soardi, Daniela Spagna Musso, Lucy Jane Turpin (Sud Africa), Virgilio Villoresi, Andreas Zampella, Vincenzo Zancana.
 

SAREMO IN POCHI

Negli studi di Viafarini una giornata di visite agli studi, in piccoli gruppi che si succedono in visite guidate dagli stessi artisti in residenza presso gli spazi, nell’arco dell’intera giornata dalle 10.00 alle 20.00.

Saremo in pochi: in realtà il titolo avrebbe dovuto essere SaXremo in tanti e l’evento si sarebbe dovuto tenere subito a ridosso di Sanremo, sembra essere passato un secolo, saremo giocoforza in pochi ma ben organizzati. 

A VIR Viafarini-in-residence un focus sulla pittura con i lavori di: Giuseppe Buzzotta, Chiara Capellini, Nicola Facchini, Gianmarco Falcone, Francesco Fontana, Liana Ghukasyan, Francesca Migone, Ludovico Orombelli, Mattia Sinigaglia, Lucy Jane Turpin, Andreas Zampella in dialogo con l'installazione-archivio Inversione di volo I di Miriam Montani, le sedimentazioni e stratificazioni dell’installazione To Strip (Strato Zero) di Vincenzo Zancana, l'installazione Santuario di Claudia Petraroli e il corpus di installazioni, sculture e illustrazioni digitali Dissecting Disguise di Thomas Soardi.

Ad Archivio Viafarini Vera Pravda presenta Artbreathing | Cosmocromie, live painting con pittura anti-smog e il progetto online /Confini/, una narrazione collettiva per una riflessione sul concetto di confine, Matteo Costanzo inaugura l'installazione ambientale self_redemption room, Martina Rota presenta la scultura I desideri sono le mie terre promesse e la paura scongiurata di non restare più abbracciata al tuo dito, David Michel Fayek la sua ricerca sui flussi energetici e la prossemica delle folle, l'artista brasiliano Muriel Paraboni propone Still Life video studio preliminare sull'omonimo genere pittorico, Julia Krahn, Daniela Spagna Musso e Mitikafe raccontano le rispettive ricerche tra fotografia e installazione, Guildor presenta Original Reality (Pilot) una lettura della realtà nel paradigma della serialità, Elettra Gorni una serie di litografie, Laura Gutman i suoi collage, il regista e artista Virgilio Villoresi presenta l’installazione cinetica Zoetrope.

La giornata è realizzata in collaborazione con senzatitolo., che in questa occasione avvia il progetto studiovisit. 
studiovisit. è pensato come invito all’approfondimento, all’incontro diretto con l’artista e il suo ambiente di lavoro, sia in presenza che in digitale. In studiovisit. a ciascun artista è associata una pagina - quasi una moodboard - in cui collezionisti, curatori, istituzioni, appassionati e artisti possono navigare in modo fluido tra i vari contenuti. I classici materiali di presentazione, come curriculum, biografia, statement e immagini delle opere, vengono integrati con contenuti inediti di varia natura. studiovisit. è uno dei modi con cui senzatitolo. supporta i giovani e gli esordienti.

23 ottobre 2020
Viafarini Open Studio



In occasione di "Walk-In Studio - Festival degli Spazi e Studi d'Artista" Viafarini apre le porte delle sue sedi per una restituzione delle ricerche degli artisti che partecipano al programma di residenza presso VIR e Archivio Viafarini e dei giovani professionisti e creativi ospitati presso Lotto 15 alla Fabbrica del Vapore.

All’Archivio Viafarini alla Fabbrica del Vapore: Rebecca Agnes, Francesco Bartoli, Gianmarco Donaggio, David Michel Fayek, Julia Krahn, Marco Mazzi, Francesca Migone, Vera Pravda.

Oltre agli artisti in residenza, arricchiscono il quadro Roberto Rup Paolini, Kiri-Una Brito Meumann, Astrid Luglio, Laura Gutman,  Giada Mariani, Danilo Torre, Francesco Tosini, Leo Torri e Virgilio Villoresi.

Negli studi di VIR Viafarini-in-residence in via Carlo Farini 35: Binta Diaw, Clarissa Falco, Hyun Cho, Sergio Silva Leitao, Giuseppe Lo Schiavo, Pau Masclans Pazos, Ana Mrovlje, Vincenzo Zancana, Emily Mannion, Ludovico Orombelli, Lorenzo Modica e Mattia Sugamiele.

Si ringrazia Luca di Trocchio per la documentazione fotografica. 

11 dicembre 2020
Viafarini Open Studio

 

Archivio Viafarini alla Fabbrica del Vapore in via Procaccini 4:

Rebecca Agnes, Francesco Bartoli, Kiri-Una Brito Meumann, Gianmarco Donaggio, David Michel Fayek, Laura Gutman, Julia Krahn, Marco Mazzi, Vera Pravda, Virgilio Villoresi.


VIR Viafarini-in-residence in via Carlo Farini 35:

Binta Diaw, Clarissa Falco, Sergio Silva Leitao, Giuseppe Lo Schiavo, Emily Mannion, Niccolò Masiero Sgrinzatto, Pau Masclans Pazos, Francesca Migone, Lorenzo Modica, Ana Mrovlje, Ludovico Orombelli, Mattia Sugamiele, Vincenzo Zancana.


Si ringraziano Leo Torri e Andrea Wyner per la documentazione fotografica.

4 dicembre 2019
Viafarini Open Studio


Viafarini Open Studio

VIR Viafarini-in-residence, via Carlo Farini 35
e Archivio Viafarini, Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4 Milano

Inaugurazione: mercoledì 4 dicembre 2019, 18.30 - 21.00
L'allestimento è visitabile dal 4 al 11 dicembre 2019 e su appuntamento.

VIR Viafarini-in-residence in via Carlo Farini 35:
Francesco Amato, Vittorio Bianchi, Jaspal Birdi (Canada), Giuseppe Buzzotta, Alessandro Calabrese, Giovanni Chiamenti, Léa Dumayet (Francia), Leila Mirzakhani (Iran), Miriam Montani, Niccolò Moronato, Inge Nabuurs & Erwin Van Doorn (Paesi Bassi, con il supporto della Fondazione Annemarie e Lucius Burckhardt), Thomas Soardi, g. olmo stuppia.

Archivio Viafarini alla Fabbrica del Vapore in via Procaccini 4:
Sonia Andresano, Daniela Ardiri, Emanuela Barilozzi Caruso, Lavinia Cestrone, Alessandra Draghi, Wilmer Herrison (Venezuela), Giuseppe Mirigliano, Daniela Spagna Musso, Danilo Torre, Gianluca Quaglia, Agnese Spolverini, Matteo Vettorello.

12 ottobre 2019
Viafarini Open Studio


Viafarini Open Studio

VIR Viafarini-in-residence, via Carlo Farini 35
e Archivio Viafarini, Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4 Milano

Inaugurazione: sabato 12 ottobre 2019, 18.30 - 21.30
L'allestimento è visitabile dal 13 al 18 ottobre 2019 e su appuntamento.

In occasione della
Giornata del Contemporaneo Viafarini apre le porte dei suoi spazi per mostrare il lavoro degli artisti ospitati in residenza fino a dicembre.

VIR Viafarini-in-residence in via Carlo Farini 35:
Francesco Amato, Vittorio Bianchi, Jaspal Birdi (Canada), Giuseppe Buzzotta, Alessandro Calabrese, Giovanni Chiamenti, Léa Dumayet (Francia), Genuardi Ruta, Larion Lozovoy (Ucraina, grazie a accordo con Ukrainian Institute - Український інститут), Leila Mirzakhani (Iran), Miriam Montani, Niccolò Moronato, Thomas Soardi, g. olmo stuppia

Archivio Viafarini alla Fabbrica del Vapore in via Procaccini 4:
Sonia Andresano, Daniela Ardiri, Lavinia Cestrone, Alessandra Draghi, Wilmer Herrison (Venezuela), Giuseppe Mirigliano, Daniela Spagna Musso, Danilo Torre, Gianluca Quaglia, Maria D Rapicavoli, Agnese Spolverini, Matteo Vettorello

3 luglio 2019
Viafarini Open Studio


Viafarini Open Studio

Mercoledì 3 luglio, 18.30 - 21.30
VIR Viafarini-in-residence, via Carlo Farini 35
Archivio Viafarini, Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4

VIR-viafarini-in-residence, via Carlo Farini 35:
Francesco Amato, Vittorio Bianchi, Alessandro Calabrese, Giovanni Chiamenti, Silvia Morin, Mattia Sinigaglia, Genuardi Ruta, Niccolò Moronato, Opere Varie, Alessandro Simonini

Archivio Viafarini, Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4:
Sonia Andresano, Giuseppe De Siati, Giuseppe Mirigliano, Francesco Nava, Daniela Spagna Musso, Danilo Torre, Daniela Ardiri, Jaspal Birdi, Leila Mirzakhani, Gianluca Quaglia, Matteo Vettorello

7 - 8 giugno 2019
Viafarini Open Studio


Archivio Open Studio

Venerdì 7 giugno, 11.00 – 21.00
In occasione di 
Walk-In Studio Festival

Archivio Viafarini
Fabbrica del Vapore, via Procaccini, 4, Zona 8

Sonia Andresano, Daniela Ardiri, Jaspal Birdi, Giuseppe De Siati, Giuseppe Mirigliano, Leila Mirzakhani, Francesco Nava, Gianluca Quaglia, Daniela Spagna Musso, Danilo Torre, Matteo Vettorello

l luogo in cui operiamo, modifica il nostro lavoro.
Con la consapevolezza che lo studio di un artista non è solo il posto dove vengono realizzate le opere ma è parte importante del processo creativo, ogni artista in residenza all'Archivio Viafarini alla Fabbrica del Vapore è stato invitato a relazionarsi con lo spazio di lavoro, con gli altri artisti presenti in residenza, ma soprattutto con l’Archivio storico, che raccoglie i portfolio e i libri di oltre 5.000 artisti attivi in italia – riconosciuto di interesse storico dal Ministero MIBAC.

Gli artisti, relazionandosi con questo patrimonio contemporaneo, realizzano interventi e opere all’interno dell'Archivio attivando nuove sinergie con le proprie azioni, con l'intento di raccontare questo luogo e di proporre un contributo al dibattito sul rapporto tra memoria e pratica artistica.


VIR Open Studio

Sabato 8 giugno, 11.00 – 21.00
In occasione di Walk-In Studio Festival

VIR Viafarini-in-residence
via Carlo Farini 35

Francesco Amato, Vittorio M. Bianchi, Alessandro Calabrese, Giovanni Chiamenti, Genuardi Ruta, Silvia Morin, Niccolò Moronato, Opere Varie, Alessandro Simonini, Mattia Sinigaglia

VIR Viafarini-in-residence è studio condiviso, un luogo aperto al dialogo tra arti visive e altri linguaggi espressivi e all'incubazione creativa, nato per dare spazio alle produzioni degli artisti di volta in volta ospitati e per favorire lo scambio di competenze e la crescita professionale. Uno spazio di lavoro e di promozione della propria ricerca, un’esperienza di condivisione di progettualità e competenze. In occasione di Walk-in Studio Festival è possibile visitare gli studi e incontrare gli artisti attualmente in residenza.

26 maggio 2017
VIR Viafarini-in-residence, Open Studio

 

Diamante Pamela, Giuseppina Giordano, Matteo Pasin, Claudia Sinigaglia, Natália Trejbalová, Sacha Turchi e "Riscrizioni di mondo #2 - Attività intraterrestri e altre dinamiche territoriali" di Andrea Inglese e Gianluca Codeghini

 

venerdì 26 maggio, dalle 18.00
VIR Viafarini-in-residence, via Carlo Farini 35, Milan

 

dalle ore 18.00 "Riscrizioni di mondo #2 - Attività intraterrestri e altre dinamiche territoriali"
un progetto di Andrea Inglese e Gianluca Codeghini
Nell’arco di tre ore, si succederanno letture, performances, interventi musicali, micro-conferenze, e tutto ciò sullo sfondo di alcuni progetti installativi, che verranno allestiti, modificati e smontati nel corso dell’evento stesso.

27 marzo 2015
VIR Viafarini-in-residence, Open Studio

 

Peter Aerschmann, Riccardo Arena, Alessandra Caccia, Gabriella Ciancimino, Enza Galantini, Martino Genchi, Corinne Mazzoli, Valerio Nicolai, Gabriele Porta, Yamada Hanako, Spela Volcic

 

V-I-R Viafarini-in-residence, via Carlo Farini 35, Milano

2 settembre - 23 dicembre 2013
VIR Viafarini-in-residence, Open Studio "Ragazze"

Enrico Boccioletti, Roberto Fassone, Toni Fiorentino, Pasquale Gadaleta, Luca Resta, Sebastiano Sofia, Federico Tosi, Carloalberto Treccani

aprile - giugno 2013
VIR Viafarini-in-residence, Open Studio


Julia Brown,
Helen Dowling, Jean-Baptiste Maitre, Fabio Marullo, Ornaghi & Prestinari, Chiara Pergola, Susanna Schoenberg, Marco Strappato, Alberto Venturini.

La residenza di Julia Brown è stata resa possibile grazie al contributo di George Washington University, Washington DC (USA), la residenza di Helen Dowling è stata resa possibile grazie al contributo di Mondriaan Fund, la residenza di Susanna Schoenberg è stata resa possibile grazie al contributo di Goethe-Institut Mailand.

gennaio - marzo 2013
VIR Viafarini-in-residence, Open Studio


VIR Viafarini-in-residence, Open Studio:
Nairy Baghramian, Sara Benaglia, Giallo Concialdi, Andrea De Stefani, Andrea Magaraggia, Diego Petroso, Agne Raceviciute, gennaio - marzo 2013.

Con il contributo di Fondazione Cariplo e di Gemmo spa, partner istituzionale di Viafarini. La residenza di Nairy Baghramian è stata resa possibile grazie al contributo di Goethe Institut Mailand. La residenza di Diego Petroso è stata supportata da Collezione Fabio Agovino.

30 settembre 2013
VIR Viafarini-in-residence, Open Studio


Open Studio |
Stefano Cagol, Isaac Contreras

 

Opening: 30 settembre 2013, dalle 18.30
sede: VIR Viafarini-in-residence, via Carlo Farini 35

 

Durante l'Open Studio si potrà inoltre visitare lo studio condiviso da: Enrico Boccioletti, Roberto Fassone, Toni Fiorentino, Pasquale Gadaleta, Luca Resta, Sebastiano Sofia, Federico Tosi, Carloalberto Treccani.

 

Saranno inoltre presentate le produzioni proposte da studioliquido e Carrozzeria Margot, nell'ambito di una collaborazione per permettere l'accesso degli artisti a nuove facilities di produzione e di ricerca, promuovendo la circolazione dell'artista come professionista in ambiti produttivi. La collaborazione pone l'accento sul concetto di skill sharing e sulla messa a disposizione vicendevole di competenze teoriche, pratiche e tecniche.

 

Stefano Cagol presenta opere video e installative realizzate durante la residenza in continuità con la ricerca sviluppata per la sua partecipazione alla 55. Biennale di Venezia 2013, Padiglione Maldive. Viene anche presentato il libretto THE ICE MONOLITH. Platform con 34 interviste realizzate dall’artista. Alle ore 20 Alfredo Cramerotti (direttore del MOSTYN, Galles) racconterà l’esperienza del Padiglione Maldive, del quale è co-curatore come parte del collettivo CPS – Chamber of Public Secrets. Cramerotti è anche co-curatore del Padiglione Galles alla 55. Biennale di Venezia 2013.
Bouvet Island è una delle isole più remote del pianeta (si tratta di un’isola norvegese situata però agli antipodi, nell’area antartica) costituita di rocce vulcaniche coperte per il 93% da bianchi ghiacci permanenti, 'incontaminata', è al tempo stesso stata protagonista di uno degli esperimenti nucleari più misteriosi, il caso ‘Vela’, un’esplosione avvenuta nelle sue acque e mai rivendicata da alcuna nazione. L’installazione ne prende il titolo e la ‘forma’ metaforica.

 

Isaac Contreras ha investigato le modalità di circolazione degli oggetti smarriti quotidianamente nelle città, collaborando con gli uffici oggetti smarriti e rispondendo ad annunci privati in città. Il progetto, dal titolo O.O.O è una ricerca sulle raccolte accidentali di oggetti, frutto dell'errore e della dimenticanza. Questi accumuli di oggetti rappresentano detriti del nostro tempo, sedimentazioni del caos e costruzioni entropiche della quotidianità nelle metropoli. L'artista presenta una serie di sculture realizzate con materiali trovati e sculture in gesso basate sulla somma del volume degli oggetti smarriti e recuperati in città.
"I see my work as an evolving system of forms in which instability, precariousness and emptiness exist not only as given conditions but as triggers for the work to happen. This involves learning to negotiate with the empty, rendering the void, looking for matter in empty places and using available materials and unstable situations as mechanisms to open space for the uncertain, the overlooked and the fragile. I’m interested in open systems that in-form the work and allow it to exist in shifting configurations during the exhibition. This way of proceeding, responding to a system that is not dependent on me, allows me to develop a practice in which negotiation plays a central role."

settembre - ottobre 2012
VIR Viafarini-in-residence, Open Studio: Cecilie Hjelvik Andersen, Graziano Folata, Cristobal Gracia, Simone Longaretti, Francesc Ruiz

 

Il primo Open Studio della nuova stagione della residenza VIR Viafarini-in-residence presenta le sedimentazioni delle ricerche di cinque artisti: Cecilie Hjelvik Andersen, Graziano Folata e Simone Longaretti sono stati selezionati dai curatori tra gli artisti partecipanti alle prime tre mostre collettive del ciclo Academy Awards.

 

L'invito rivolto all'artista messicano Cristobal Gracia nasce invece dalla collaborazione istituita con l'organizzazione SOMA fondata a Città del Messico nel 2009. Infine Viafarini ha invitato l'artista spagnolo Francesc Ruiz, con il supporto di Matadero, Madrid.

 

VIR Viafarini-in-residence è sviluppato in collaborazione con il Ministero per i beni e le attività culturali, Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee. Con il contributo di Fondazione Cariplo e di Gemmo spa, partner istituzionale di Viafarini.

 

Al centro della grande sala di VIR una porzione di territorio gelido e disertato si dipana nello spazio. Questo è il risultato della minuziosa attività di Cecilie Hjelvik Andersen che, strato dopo strato, ha dato vita ad un paesaggio mentale, riferito solo analogicamente alle caratteristiche visive dell’Antartide. La posta in gioco dell’istallazione, integrata alla superficialità del suolo, è un ossimoro: una tensione ed un’antitesi tra l’aspetto estetico dell’opera ed il segreto della sua produzione. Sciogliendo candele di cera bianca e filtrandole con fitte maglie di metallo, Hjelvik Andersen crea l’impressione di una materialità fredda ottenuta però con un metodo intuitivo di fusione a caldo. Se la prima versione di questo lavoro si concentrava sulla magica liquidità del suono della cera colata che pioveva sul pavimento, la seconda versione presentata a VIR propone la formulazione di un immaginario geografico nuovo e mutevole. Il candore di questo paesaggio glaciale è una soluzione transitoria, non risolutiva ed aperta alla riconfigurazione: attraversare questo territorio, incrinarlo, manipolarlo o addirittura distruggerlo è per Hjelvik Andersen una nuova possibilità di lettura.

 

“Il mondo si dà come fenomeno estetico”. Ecco il sottotesto nietzscheano che sostiene e motiva il lavoro scultoreo di Graziano Folata: al suolo ed appoggiati alle pareti, una schiera di sottili moduli materici ed insistite ripetizioni d’equilibri che cercano di trattenere nel campo della visione l’emersione istantanea di un nucleo poetico. I vari agglomerati “migranti” che Folata presenta – ognuno segnato da un tono di temporalità diverso - chiedono agli elementi di partenza di smettere d’essere oggetti, per accedere a un nuovo significato simbolico e a una nuova finalità interna. Nella coazione e nell’attrito di fattori diversi si gioca per Folata l’insorgenza dell’immagine, il modo in cui essa resiste al tempo e transita, esitante, in un luogo fisico. L’apertura dello studio rivela una serie d’intuizioni scultoree che hanno preso corpo, in modo istantaneo e puntuale, sullo sfondo di una riflessione lenta e continua.

 

 

I due mesi di residenza in VIR hanno rappresentato per Simone Longaretti un vero e proprio ritorno, per un periodo limitato ed in condizioni stranianti, alla ceramica artigianale. Due mesi in cui la volontà di piegare un mezzo e la sua operatività a fini installativi si è misurata con un sistema di resistenze, adeguazioni ed aggiustamenti continui. L’oggetto scultoreo “Momentanea permanenza” è dunque il distillato di una riflessione sull’operare artistico e sulla sua processualità: una serie di cotture bianche in terraglia raccontano l’esplicazione di un gesto – la reiterazione della filettatura a pennello – e la sua esecuzione sempre imperfetta e mai “consona”. La difficoltà di controllare la goccia con mano ferma, il difficile equilibrio nella densità dell’inchiostro, l’incertezza della centratura del segno testimoniano dell’emersione del dubbio nella reiterazione di un’azione semplice e dell’impossibile precisione della serialità automatizzata. Un piccolo breviario sulla condanna alle ossessioni e sull’impossibilità di sottrarsi al lavoro che prolungano la riflessione di Longaretti sui rapporti entropici.

 

Sul crocevia dei transiti culturali tra Los Angeles e Mexico City ed affascinato dal sottotesto concettuale (e non solo dall’esito formale) del lavoro di Paul McCarthy, Mike Kelly e Raymond Pettibond, Cristobal Gracia illustra il black dream insito nella mitologia americana "pompata" dalla cultura dei media. Il suo posizionamento critico si fa con una grande onestà nei confronti del materiale utilizzato, a cui lascia spazio per esplodere e con il quale glossa, in modo molto diretto, i contrasti dell’economia sociale attuale. Con una scultura su piedistallo vandalizzata, Gracia cerca di sbarazzarsi dell’idea monolitica ed ideologica del monumento e dell’alone di purezza che le è connessa. Una seconda installazione diventa il terreno di gioco per il remake di un’azione passata, una sorta di scena del crimine dall’artificialismo estremo, dove il falso è talmente evidente che rischia di diventare vero. Nonostante, ad un’osservazione più attenta, emerga una ricostruzione che non segue la logica della situazione che sta cercando di ricostruire. Un’attività di disegno eterogenea, disseminata nella sala espositiva, assolve la funzione di propedeutica al lavoro, mentre una pittura viscerale sostituisce alla tela una versione trash delle insegne medievali, simbolo d’onore ed insieme di decadenza).

 

Nell’occasione dell’open studio, l’artista spagnolo Francesc Ruiz, attualmente ospite in VIR per una mese di ricerca finalizzato alla realizzazione di un progetto presso Matadero di Madrid, presenterà i risultati intermedi della sua indagine milanese sul fumetto erotico Sukia. Ispezionando le butades sessiste ed omofobiche presenti nel sottotesto della grafica main stream degli anni Settanta, Ruiz riattiva un simbolo della sottocultura italiana creato da Renzo Barbieri 35 anni fa e poi tradotto e distribuito in Olanda, Francia, Spagna ed America Latina.

 

VIR Viafarini-in-residence è sviluppato in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività culturali, DG PaBAAC. Con il contributo di Fondazione Cariplo e di Gemmo spa, partner istituzionale di Viafarini.

10 - 19 dicembre 1996
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