dal 16 marzo 2021
Krìsis
a cura di Vera Pravda e Giulio Verago


Dal latino crisis, che deriva dal greco κρίσις : decisione, scelta, ma anche fase decisiva di una malattia. Dal verbo greco krino: separare, fare la cernita, e in senso lato discernere, giudicare, valutare.

/Krìsis/ è un ciclo di conversazioni online con artisti e curatori attorno a temi chiave della contemporaneità, a cura di Vera Pravda e Giulio Verago. Gli incontri sono gratuiti e il pubblico è invitato a partecipare con domande e osservazioni in un’ottica di auto-apprendimento.

 

Il primo appuntamento è dedicato a post-colonialismo e decolonialità con Binta Diaw (artista) e Lucrezia Cippitelli (storica dell'arte e docente di estetica presso Accademia di Belle Arti di Brera).

Binta Diaw 
Artista visuale di origine senegalese e italiana, di base a Milano (IT). Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano) e ha ottenuto un MA presso la ESAD (Grenoble-Valence, Francia). Le sue installazioni si confrontano con fenomeni sociali quali migrazione, antropologia e identità.
La sua pratica si interroga sulle percezioni dell’ “italianità” e dell’ “africanità” in relazione alla propria eredità culturale e alla sua istruzione. L’artista adotta una metodologia profondamente intersezionale, afro-diasporica e femminista, che muove dalla propria esperienza personale di donna nera in un contesto occidentale. E’ stata recentemente selezionata per il workshop Q-rated della Quadriennale di Roma presso il Museo MADRE di Napoli; il YGBI Residency- BHM a Firenze; il Seed for future memories Residency presso Villa Romana. Nel Gennaio 2020, Diaw debutta con la sua prima personale In search of our ancestors’ Garden presso la Galleria Giampaolo Abbondio, Milano. É una delle artiste che prenderanno parte alla 19esima edizione della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo. Tra le mostre si segnalano Nero sangue presso il Museo MA*GA di Gallarate, le mostra collettive Soil is an inscribed body presso Savvy contemporary, Waves between us presso La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e I have this memory, it is not my own presso Galerie Cécile Fakhoury di Dakar. Attualmente Diaw è in residenza artistica presso VIR Viafarini, Milano.

Lucrezia Cippitelli 
Storica dell'arte, educatrice, curatrice, co-direttore di Art Hub. Direttrice artistica di Atelier Picha, piattaforma educativa della Biennale di Lubumbashi 2022 (Repubblica Democratica del Congo), di cui è curatrice.Titolare della cattedra di Estetica all’Accademia di Belle Arti di Brera. Socia di cheFare, Agenzia per la Trasformazione Culturale, con cui ha curato Civic Media Art (2017-18), progetto transnazionale di arte pubblica e partecipativa a Milano. Nel 2005-06 ha vissuto e lavorato a L'Avana, dove ha insegnato all'Istituto Superior de Arte e fatto ricerca presso la Biennale de L'Avana. Nel 2007 è stata Visiting Scholar all'Africana Studies Research Center della Cornell University, dove ha anche lavorato nella redazione della rivista “NKA-Journal for Contemporary Arican Art”. Tra il 2013 ed il 2016 è stata Faculty Member della Addis Ababa University, nel Skunder Boghossian Institut for Visual Studies, come direttore del Master in Fine Arts, che ha ideato ed avviato.

Decolonialità
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Il secondo appuntamento è dedicato al femminismo con: le curatrici Francesca Pasini e Giulia Brivio e le artiste Marta Dell'Angelo, Paola Gaggiotti, Stefania Galegati, Nicoletta Grillo, Margherita Morgantin.

Femminismo
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Soggetti nomadi
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Il terzo appuntamento è dedicato ai soggetti nomadi con: Lisa Parola e Irene Pittatore

Lisa Parola è curatrice e storica dell'arte. I suoi principali interessi curatoriali si concentrano sulla ricerca artistica e sulle pratiche che ridefiniscono il ruolo dell'arte e dell'artista nella società con le sue attuali trasformazioni. Ha lavorato per 14 anni nel campo dell'arte pubblica nell’ambito della programmazione di a.titolo di cui è una delle socie fondatrici. Ha lavorato come direttrice del programma artistico della Fondazione Sardi per l'Arte di Torino e ha collaborato, tra gli altri, con artisti quali Fatma Bucak, Martina Steckholzer, Beto Shwafaty, Claudia Losi, Martino Gamper, Paola di Bello, Hilario Isola e importanti istituzioni come l’Università di Torino, la Fondazione Merz, la Gam Palermo e spazi indipendenti come il progetto Quartz. Nel 2020 è curatrice del programma internazionale del progetto artistico Biomega di Cosimo Veneziano, vincitore dell'Italian Council 2019 promosso dal Ministero della Cultura italiano e presentato a Kiev in collaborazione con la Fondazione M17 e lo spazio indipendente Radius. Irene Pittatore è artista e giornalista pubblicista, cofondatrice di Impasse, che opera per la tutela del lavoro artistico e per la promozione della sua dimensione pubblica e sociale. Attraverso la fotografia, la performance e la parola indaga le complesse relazioni tra arte, genere, economia e sfera pubblica. Sviluppa progetti di natura partecipativa per università, musei, imprese, servizi sanitari e riviste in un percorso che intende l’arte come agente di emancipazione. Collabora con le gallerie Raffaella De Chirico e Opere Scelte.

Irene Pittatore è artista e giornalista pubblicista, cofondatrice di Impasse, che opera per la tutela del lavoro artistico e per la promozione della sua dimensione pubblica e sociale. Attraverso la fotografia, la performance e la parola indaga le complesse relazioni tra arte, genere, economia e sfera pubblica. Sviluppa progetti di natura partecipativa per università, musei, imprese, servizi sanitari e riviste in un percorso che intende l’arte come agente di emancipazione. Collabora con le gallerie Raffaella De Chirico e Opere Scelte.