24 ottobre 2019
Sonia Andresano, Che ci faccio qui?
a cura di Alessandra Arnò e Giulio Verago


Che ci faccio qui?
di Sonia Andresano
a cura di Alessandra Arnò e Giulio Verago

UNICA DATA 
Opening giovedì 24 ottobre 2019, ore 18,30

[.BOX] Videoart project space
Via F. Confalonieri 11
20124 Milano

in collaborazione con VIAFARINI
Media Partner: EXIBART

 

Visualcontainer presenta che ci faccio qui? di Sonia Andresano, a cura di Alessandra Arnò e Giulio Verago.
La videoinstallazione, realizzata durante la residenza di Viafarini, racconta la vertigine di un robot aspirapolvere che sembra cercare casa muovendosi sul perimetro dello spazio. 
Un video realizzato all’interno della Fabbrica del Vapore per rimovimentare in chiave domestica un luogo nato come Fabbrica di tram.

Che ci faccio qui?, di Sonia Andresano, Visual Container
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“Circoscrivere un luogo transitandolo, stazionare sul perimetro delle case degli altri, vagare nello spazio urtando i battiscopa nella smania di un altrove. 
Il robot si muove in bilico, tra l’ordine e il caos, tra la dimensione privata e lo spazio pubblico: una volta dentro è la vertigine. 
In un percorso incerto e imprevedibile, poco delineato, muove la visione costringendo a osservare quelle parti dove lo sporco si sedimenta in maniera più invisibile e attraverso movimenti goffi riconosce gli ostacoli ma non sempre li aggira. A volte si scontra con i limiti, cambia suono, innesca un cortocircuito. 
Nella sua area programmata di pulizia perlustra, si inceppa, riprende fiato e abita. Non arresta la corsa fin quando non termina il suo lavoro.
Sembra che abbia paura di perdersi, sfoca la visione e ricalcola il percorso. Cerca la strada giusta con passi esitanti e sguardo che non sa dove dirigersi.”

Sonia Andresano

A Milano, lo spazio [.BOX] Videoart project space di Visualcontainer, in Zona Isola, presenta oggi, 24 ottobre, la videoinstallazione che ci faccio qui? di Sonia Andresano (1983, Salerno), con la curatela di Alessandra Arnò e Giulio Verago.

Il video racconta la vertigine di un robot aspirapolvere che sembra cercare casa muovendosi sul perimetro dello spazio. Un video realizzato all’interno della Fabbrica del Vapore a Milano per rimovimentare in chiave domestica un luogo edificato come fabbrica di tram.

Il video nasce durante la residenza di Sonia Andresano in Viafarini, mentre lei stessa è ancora in “esplorazione” dell’ambiente, sia dello spazio fisico che relazionale con tutte le componenti che lo costituiscono: l’istituzione, gli altri artisti, il pubblico e gli addetti ai lavori che transitano numerosi, spesso per fare studio visit e “esplorare”, a loro volta, le ricerche degli artisti presenti.

In questo contesto Sonia Andresano realizza dei lavori che si espandono nello spazio, lo conquistano ancora prima di lei. Nascono opere come “tregradicentigradi”, un’audioinstallazione che diffonde nello spazio il ronzio di un frigorifero, creando una dissonanza tra l’ambiente preciso, silenzioso e professionale dell’archivio e l’atmosfera domestica richiamata dal rumore dell’elettrodomestico.

Poco dopo l’artista avvia la sperimentazione con il robot per le pulizie, lo libera negli spazi della Fabbrica del Vapore, in cui ha sede l’Archivio di Viafarini e lo osserva. Nasce così l’idea di “affidargli” le riprese, fissandovi sopra una telecamera.

La struttura del lavoro che ne risulta, dopo il montaggio, colpisce perché ancor prima di comprendere che a muoversi è un apparecchio per le pulizie domestiche, il piano della ripresa porta lo spettatore dentro al video, e ancora ignari che il “protagonista” sia una macchina, ci si appassiona alla sua vicenda di esploratore, caparbio e cocciuto, di uno spazio: tenta, va a sbattere, ma non si arrende e puntualmente “ricalcola” il percorso e riparte.

Si tratta di un’opera di particolare importanza nella ricerca di Sonia Andresano, perché assieme a “grugame” “sopraluogo” è tra i lavori video che rappresentano la fase più recente della sua sperimentazione, in cui la sua figura è assente. Nei lavori precedenti si vede sempre l’artista impegnata in un’azione: alle prese con un tir in “peso leggero”, ad abbattere un muro in “mio padre e suo figlio”, o a scendere e salire in “trammammuro”.

“che ci faccio qui?” si colloca in una fase di passaggio del lavoro di Sonia Andresano, in cui il movimento e le modalità di ricerca connaturate al suo lavoro si condensano in un video dall’estetica minimal, molto curato e preciso, ma dall’essenza “raw”, freschissimo e luminoso. Qui l’artista raggiunge il movimento “puro”, aprendo il video alla narrazione universale: non si vede chi si muove, ma solo il processo dell’esplorazione, spogliato di tutto. Movimento, spazio e rumore come unico feedback su ciò che accade.

La presentazione a Milano di “che ci faccio qui?” nel .[Box] video project space di Visualcontainer, la prima piattaforma in Italia dedicata alla videoarte, assume un significato che chiude il cerchio e apre a nuove prospettive: il robot esce dal luogo della prima esplorazione e si avventura ancora una volta in uno spazio a lui sconosciuto, continuando il suo viaggio.

Silvia Conta