4 - 11 dicembre 1995
Multiplicity - Mappe
a cura di Stefano Boeri, Alessandro Rocca, Mirko Zardini, Cino Zucchi. con Marco Brega, Alessandra Galletta, Cristina Morozzi, John Parmesino, Marco Senaldi.


Paola Di Bello, La disparition, 1995, photo collage a parete, 270 x 300 cm.
Simil-luoghi, punti di partenza... Quel che in realtà descrivono è solo la certezza della loro mancanza, la nostalgia di essi

Umberto Cavenago, Rilievi, 1995, pigmento blu su pavimento.
Rilevamento della maglia di Hartman eseguito da Isabella Puliafito artista e geomante con antenna di Hartman e dagli architetti Parravicini e Pellicciotta con magnetoscopio. Cavenago evidenzia la struttura geometrica dei punti "perturbati" - normalmente non visibili - quale appagamento del desiderio dell'uomo di organizzare il mondo in una geometria dettata dalla natura


 

Le nostre città sono cambiate nella loro forma fisica e soprattutto nei modi di essere abitate senza che architettura e urbanistica se ne accorgessero. Questa distrazione è soprattutto visiva; le due discipline hanno guardato altrove, osservando con modalità spesso obsolete e inefficaci.
Per una settimana, ospiteremo le installazioni e le opere di alcuni artisti - Umberto Cavenago, Ursula Damm, Paola Di Bello, Luisa Lambri, Julian Opie, Thomas Struth - che hanno costruito delle "mappe" del territorio abitato; opere che suggeriscono dei nuovi modi di vedere, misurare e rappresentare gli spazi della città contemporanea: mappe di flussi, di percorsi, di luoghi posti in sequenza, di idiosincrasie, di ricordi.
Discuteremo queste mappe con alcuni critici e studiosi del territorio contemporaneo, tra cui Cynthia C. Davidson direttore della rivista newyorkese aNY, Peter Eisman architetto, Franco Farinelli geografo, Michael Sorkin critico del Village Voice, Renato Rizzi architetto, Marco Biraghi, critico di architettura contemporanea.
Multiplicity è un progetto per approfondire lo studio delle nuove forme della città europea, perché è proprio la molteplicità dei codici di organizzazione e di comunicazione dei fenomeni urbani che li caratterizza.
Multiplicity è un invito rivolto a coloro che usano lo spazio abitato come campo professionale e di ricerca (architetti, urbanisti, designer, artisti, sociologi, fotografi, registi...); èl'invito ad osservare e riprogettare i luoghi della città contemporanea.

"Contattai personalmente Gabriele Basilico affinché aderisse a Multiplicity; da qui nacquero diverse collaborazioni tra Stefano Boeri e l’artista".

Patrizia Brusarosco

"Durante le conferenze che Marco Senaldi organizzava a Viafarini, tramite Marcello Gianoli e Maddalena Bregani, moglie di Stefano Boeri, si era creata una sintonia con Alessandra Galletta, all’epoca curatrice dell'Archivio e fidanzata di Senaldi. Il sodalizio avrebbe portato successivamente a tanti bei programmi per la RAI e per Mediaset, e nel frattempo porto’ al progetto Multiplicity.

Multiplicity, gruppo interdisciplinare di arte e architettura coordinato da Stefano Boeri e Cino Zucchi, successivamente si sarebbe affiliato al Politecnico e alla Triennale, sarebbe stato invitato a Documenta, ma nacque a Viafarini, sotto forma di una serie di incontri con architetti internazionali - come Peter Eismann- e di presentazione di opere - Julian Okie, Thomas Strutt, Umberto Cavenago, Paola Di Bello".

Patrizia Brusarosco

Umberto Cavenago 
Rilievi, 1995

Thomas Struth, Milan, via Emilio Cornalia, 1992 (courtesy Monica De Cardenas), fotografia in bianco e nero.
Il reportage falsamente casuale della nostra città, tradisce uno sguardo d'artista invece preciso e acuto. Palazzi grigi ed edifici, sottofondo visivo nel nostro quotidiano, emergono come ineludibili icone contemporanee

Julian Opie, disegno su carta, 1995 (courtesy Giulio Ciavoiello).
La complessità delle metropoli ridotta alle sue linee essenziali, a colori saturi, senza sfumature. Eppure ancora dense di senso, come il disegno di un bambino, come una sintesi virtuale

Simone Frangi, Stefano Boeri e Patrizia Brusarosco, inaugurazione alla Triennale, 2019

Patrizia Brusarosco, Pasquale Leccese e Stefano Boeri, inaugurazione alla Triennale, 2019