2013
Intercultura - Capitolo 3 La collaborazione

Modou, come ogni buon artista, viveva un’ossessione: era un progetto di vita, basato sul canto e sul ballo, nello spettacolo e nell’intercultura, nell’affermazione del sé concepito come personaggio rappresentativo di una intera gens africana. Quell’obiettivo era un assillo, totalizzante, e come tale giustificava qualsiasi mezzo. Quando Modou mostrò a Patty una piantina, lei non ci mise molto a capire che si trattava del progetto di un nuovo spazio alla Fabbrica del Vapore, lo spazio degli africani, lo spazio di Mascherenere/Sunugal. Quel luogo così a lungo sognato, immaginato, desiderato e sempre irrealizzato, quel progetto che tante emozioni aveva già suscitato, il luogo dei desideri. La Fabbrica del Vapore era anche la casa di Maschereere/Sunugal, che ora doveva diventare una casa dignitosa, attraente, frequentabile. Non più ambiente sciatto e trascurato, alla maniera africana, ma spazio che potesse rivolgersi alla mentalità milanese. Uno spazio nero in una Milano bianca. La sfida era allettante, in fondo era poco impegnativa e gratificante. Implicava un progetto, prevedeva la costruzione di un polo culturale. Perché gli africani non avrebbero dovuto possedere un loro spazio bello? In fondo la cifra non era alta e Patty poteva permettersela, poteva permettersela la stessa Viafarini, che avrebbe potuto implementare il progetto con competenza. Dare un nuovo spazio dell’arte agli africani. Ma quello che per un milanese è un progetto, per un africano è un trasferimento di denaro, e dei lavori che si eseguono, non importa con chi si costruisce e come si costruisce. Patty cominciava ad avvicinarsi all’intercultura. Iniziava a capire che non importava quello in cui lei credeva, il progetto, e che un uomo senegalese non avrebbe mai protetto le idee di una donna milanese. L’intercultura era già qui, nessun confronto, una richiesta talvolta imbarazzata talvolta sfrontata che si faceva pretesa, pur espressa con vergogna, perche‘ a Modou non faceva piacere dover chiedere. Il pensiero africano si esacerbò al momento della scala: la scala poteva essere eseguita in modo diverso, più bello, efficiente ed economico, ma se questo voleva dire discutere con l’esecutore argentino, non se ne parlava. Era un’uggia da Dottoressa milanese. Perché contrastare il generoso parere di un maschio straniero, pure ingegner/carpentiere? La donna milanese cominciava ad avanzare delle pretese seccanti, una scala migliore, che richiedeva un pensiero, realizzata a sue spese.

Riqualificazione dello spazio Mascherenere alla Fabbrica del Vapore, autunno 2013


La nuova scala


Il risultato della scala fu egregio perché Patty non si arrese, il carpentiere collaborò con intelligenza e rassegnazione e Modou acconsentì. Una bellissima scala che sarebbe diventata con il tempo una delle ragioni accampate maldestramente dal Comune di Milano per riprendersi lo spazio alla Fabbrica del Vapore. Ma intanto quella scala era lì, assieme al bel parkett grigio, alle strutture ridipinte, ai tendaggi teatrali, al nuovo bancone bar ricavato da un pianoforte, progettato e realizzato dall’artista Pietro Spoto, con l’aiuto non entusiasta di Mihovil Markulin, nell’ambito di una nuova attività di incubazione creativa che così Viafarini avviava.

Mihovil Markulin discute i dettagli dell'allestimento


L'artista Pietro Spoto riceve il pianoforte oggetto del suo intervento per trasformarlo in un'opera-bar per il nuovo spazio di Mascherenere


Luisella Valtorta di Dilmos con Simone Frangi e Mihovil Markulin di Viafarini supervisionano i lavori di manipolazione del pianoforte, oggetto dell'intervento di Pietro Spoto


Era lo spazio di Mascherenere/Sunugal, che Patty si era divertita ad immaginare e costruire, che ora riceveva complimenti da tutti. Era un sogno diventato realtà, anzi due sogni molto diversi diventati una realtà sola, scissa, fonte di soddisfazioni e recriminazioni.

Lo spazio Mascherenere/Sunugal alla Fabbrica del Vapore dopo la rifunzionalizzazione, primavera 2014


L'argentino Gabriel Manzanares che con perizia ha eseguito i lavori



Intercultura - Capitolo 1 Modou Gueye
2020
Intercultura - Capitolo 22 Il Giardino delle Meraviglie
2019
Intercultura - Capitolo 19 Un anno dopo: le attività fioriscono
2019
Intercultura - Capitolo 18 I 50 anni di Modou
2019
Intercultura - Capitolo 20 L’insonorizzazione e la Fondazione
2019
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2018
Intercultura - Capitolo 15 L'inaugurazione
2018
Intercultura - Capitolo 16 Oslo
2018
Intercultura - Capitolo 17 DouDou Ndiaye Rose e Youssou N'Dour
11 - 20 ottobre 2017
ENGAGE Public School for Social Engagement in Artistic Research
a cura di Viafarini in collaborazione con Sunugal


con il Patrocinio di Comune di Milano
con il Patrocinio di Ministero MiBACT
con la collaborazione di Assessorati Educazione e Politiche Sociali
con la collaborazione come ambasciatori sociali di FabriQ - Incubatore di Innovazione Sociale del Comune di Milano
con il contributo di Fondazione Cariplo.

ENGAGE
è un programma di formazione e ricerca, rivolto ad artisti italiani e internazionali, invitati a spendere un periodo di residenza e lavoro a Milano tra l'11 e il 20 ottobre, in dialogo con mediatori socioculturali, con l'obiettivo di sperimentare modalità innovative di interazione della ricerca artistica e della sfera sociale nello spazio cittadino.

ENGAGE prende la forma della Public School, modello già sperimentato a livello internazionale, basato sull'interazione orizzontale e non gerarchica tra artista, mediatore culturale e comunità.

 

2017
Intercultura - Capitolo 14 L'economia della ristrutturazione
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Intercultura - Capitolo 13 La Cascina
2015
Intercultura - Capitolo 12 Ricordi di viaggio
2014
Intercultura - Capitolo 4 Immigrati che cooperano
2014
Intercultura - Capitolo 5 Attività attività attività
2014
Intercultura - Capitolo 6 Frequentazione dello spazio, Gis Gis e Rauss
2014
Intercultura - Capitolo 7 Sankara
2014
Intercultura - Capitolo 9 La residenza
2014
Intercultura - Capitolo 10 Il viaggio in famiglia
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Intercultura - Capitolo 11 Acqua e fuoco al villaggio
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Intercultura - Capitolo 8 Africa Rivista
2013
Intercultura - Capitolo 2 L'incontro