19 aprile - 9 giugno 2001
Tobias Rehberger, Luci diffuse
a cura di Angela Vettese

Veduta del'installazione.
Foto di Antonio Maniscalco

"Il 19 aprile lo spazio Viafarini inaugurerà una personale dell'artista tedesco Tobias Rehberger, a cura di Angela Vettese, nata con la collaborazione della galleria Giò Marconi, del Goethe-Institut, dello studio Yasmin Naqvi, di Zegna Baruffa-Lane Borgosesia e di Clerprem spa.

Tobias Rehberger, nato a Esslingen 1966, vive e lavora a Berlino. E' uno degli artisti dell'ultima generazione tedesca che abbia ottenuto maggiori riconoscimenti, con le sue partecipazioni a rassegne internazionali come Skulptur.Projekte (Münster 1997), la Biennale di Venezia (1997), Manifesta 2 (Lussemburgo 1998), la Biennale di Berlino (1998), Arte all'Arte (Colle Val d'Elsa 1999). Rehberger ha inoltre allestito personali presso musei quali il Moderna Museet di Stoccolma e la Kunsthalle di Basilea; si annuncia per il settembre 2001 una mostra alla Galleria d'Arte Moderna di Torino.

L’artista si interessa da anni al mondo delle mitologie contemporanee, che si esprimono non solo attraverso l'arte visiva ma anche nel campo della moda, del design, dello sport: di tutte quelle attività, insomma, che implicano stili di vita nuovi, specifici di un certo periodo storico; l'artista riflette sull'influsso che queste tendenze esercitano sul gusto collettivo, anche attraverso i personaggi-guida che le incarnano. Un esempio del suo modo di operare è stata l'ultima personale presso la Galleria Giò Marconi, inauguratasi nell'ottobre 2000: vi esponeva tra l'altro una “cabina-ritratto” dedicata a Rudi Gernreich, uno dei più originali fashion designer americani degli anni Sessanta.

Per Viafarini, Rehberger elaborerà un’installazione ambientale usando come materiali di partenza gli abiti appartenuti a personalità italiane del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport, che l’artista ritiene abbiano inciso in modo particolare e in un determinato momento della loro carriera sull’immaginario collettivo: tra loro, Benedetta Barzini, Caterina Caselli, Sabina Ciuffini, Gianni De Michelis, Francesco Moser, Rita Pavone, Massimo Ranieri, Paolo Rossi.

Con la collaborazione dello studio Yasmin Naqvi, specializzato in maglieria, gli indumenti saranno rielaborati per realizzare tende alle finestre della galleria, intendendo le finestre come intercapedini e filtri tra l'interno e l'esterno dello spazio fisico, così come della mentalità collettiva.Il 19 aprile lo spazio Viafarini inaugurerà una personale dell'artista tedesco Tobias Rehberger, nata con la collaborazione dello studio Yasmin Naqvi, della galleria Giò Marconi, del Goethe-Institut, di Zegna Baruffa-Lane Borgosesia e di Clerprem spa.

Tobias Rehberger, nato a Esslingen 1966, vive e lavora a Berlino. E' uno degli artisti dell'ultima generazione tedesca che abbia ottenuto maggiori riconoscimenti, con le sue partecipazioni a rassegne internazionali come Skulptur.Projekte (Münster 1997), la Biennale di Venezia (1997), Manifesta 2 (Lussemburgo 1998), la Biennale di Berlino (1998), Arte all'Arte (Colle Val d'Elsa 1999). Rehberger ha inoltre allestito personali presso musei quali il Moderna Museet di Stoccolma e la Kunsthalle di Basilea; si annuncia per il settembre 2001 una mostra alla Galleria d'Arte Moderna di Torino.

L’artista si interessa da anni al mondo delle mitologie contemporanee, che si esprimono non solo attraverso l'arte visiva ma anche nel campo della moda, del design, dello sport: di tutte quelle attività, insomma, che implicano stili di vita nuovi, specifici di un certo periodo storico; l'artista riflette sull'influsso che queste tendenze esercitano sul gusto collettivo, anche attraverso i personaggi-guida che le incarnano. Un esempio del suo modo di operare è stata l'ultima personale presso la Galleria Giò Marconi, inauguratasi nell'ottobre 2000: vi esponeva tra l'altro una “cabina-ritratto” dedicata a Rudi Gernreich, uno dei più originali fashion designer americani degli anni Sessanta.

Per Viafarini, Rehberger elaborerà un’installazione ambientale usando come materiali di partenza gli abiti appartenuti a personalità italiane del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport, che l’artista ritiene abbiano inciso in modo particolare e in un determinato momento della loro carriera sull’immaginario collettivo: tra loro, Benedetta Barzini, Caterina Caselli, Sabina Ciuffini, Gianni De Michelis, Francesco Moser, Rita Pavone, Massimo Ranieri, Paolo Rossi.

Con la collaborazione dello studio Yasmin Naqvi, specializzato in maglieria, gli indumenti saranno rielaborati per realizzare tende alle finestre della galleria, intendendo le finestre come intercapedini e filtri tra l'interno e l'esterno dello spazio fisico, così come della mentalità collettiva".

Angela Vettese

Foto di Antonio Maniscalco

Foto di Antonio Maniscalco

Le sette tende alle sette finestre di Viafarini

Vestiti di Benedetta Barzini

Vestiti di Benedetta Barzini

Vestito di Benedetta Barzini

Vestito di Benedetta Barzini

La tenda Benedetta Barzini

Vestiti di Caterina Caselli

Coreana bianca di Caterina Caselli

Coreana bianca di Caterina Caselli

Caterina Caselli, particolare dell’abito

Coreana nera di Caterina Caselli

Pantalone di Caterina Caselli

Pantalone di Caterina Caselli

Caterina Caselli, particolare del vestito

Vestiti di Caterina Caselli

Caterina Caselli, particolare dei vestiti

La tenda Caterina Caselli

Vestito di Gianni De Michelis

Cappotto di Gianni De Michelis

Cravatta di Gianni De Michelis

Pantaloni di Gianni De Michelis

Giacca di Gianni De Michelis

Vestiti di scena di Massimo Ranieri

Vestito di scena di Massimo Ranieri

Massimo Ranieri, particolare

Costume di scena di Massimo Ranieri

Massimo Ranieri, particolare

Massimo Ranieri, gilet di scena

Massimo Ranieri, pantaloni

Francesco Moser, indumenti sportivi

Maglia da corsa di Francesco Moser

Divisa da corsa di Francesco Moser

Tenda Francesco Moser

Divisa di allenamento della nazionale italiana calcio di Paolo Rossi

Paolo Rossi, calzino della divisa

Divisa della nazionale di Paolo Rossi

Paolo Rossi, particolare dei pantaloncini con il numero 20, mondiali 1982

Paolo Rossi, stemma nazionale italiana

Paolo Rossi, particolare della tuta

Paolo Rossi, particolare della divisa

Paolo Rossi, tuta

Tenda Paolo Rossi

"Rita Pavone, cantante dalla lunga e importante carriera iniziata negli anni Sessanta, inviò gli abiti del suo personaggio Gianburrasca; Gianni De Michelis, uomo politico del partito socialista, più volte ministri degli Esteri del governo italiano negli anni Ottanta; Paolo Rossi, campione di calcio, centroavanti della nazionale italiana, campione del mondo 1982 e pallone d’oro nello stesso anno; Francesco Moser, campione di ciclismo, vinse il campionato mondiale nel 1977, detentore del record di velocità sull’ora nel 1984; Benedetta Barzini, top model degli anni Sessanta, giornalista e scrittrice, prese parte alla vita mondana della New York di quei anni. Sabrina Couffini, Valletta della famosa trasmissione televisiva Rischiatutto condotta da Mike Bongiorno. Massimo Ranieri, cantante e attore di teatro dalla prestigiosa carriera. Caterina Caselli celebre cantante degli anni Sessanta, poi impresario musicale con la casa Sugar e scopritrice di di talenti".

Costume di scena di Rita Pavone per il personaggio di Gianburrasca

Rita Pavone, particolare

Rita Pavone, blusa di Gianburrasca

Rita Pavone, pantaloni del personaggio Gianburrasca

Abito di Isabella Ciuffini

I progetti di Tonias Rehberger per le tende

Performance (Frame One), 1997, Various materials, Dimensions variable

Progetto per la rivista Frieze

Frieze announcement

Tobias Rehberger, "Tsutsumu", In Between / Expo 2000, Hannover

"Il critico Angela Vettese, sostenitrice di Viafarini fin dagli esordi, e così presidente onorario, pensò di chiedere un progetto all’artista tedesco Tobias Rehberger, che poi invitò anche ad insegnare allo IUAV, il corso di arti visive che dirigeva a Venezia. Ci si rivolse allora a Gio’ Marconi. La collaborazione con Gio fu molto importante, poiché il gallerista aveva un ottimo rapporto con il suo artista, entrambi accomunati dalla passione per il design e le belle automobili. Avevano già realizzato progetti importanti assieme, e Gio’ fu contento di promuovere un intervento a Viafarini, con la curatela della stimatissima Angela Vettese.
Da subito il rapporto con Tobias si avviò nel migliore dei modi: artista brillante e persona divertente, Tobias stava riflettendo sul tema della morte. Era appena mancata la sua vicina dal cui appartamento aveva prelevato tutti i legni per farne un bellissimo tavolo anni Settanta. Vide le sette finestre di Viafarini e subito diede il titolo al progetto: Al tramonto. Voleva lavorare sul tramonto della fama, oltre che della vita. Chiese a me e ad Angela Vettese di reperire sette personaggi che avessero avuto un passato brillante nello spettacolo, nello sport, nella politica. Stelle al tramonto. Io e Angela sfoderammo tutte le nostre conoscenze e coinvolgemmo sette personaggi importanti, a cui chiedemmo personalmente degli abiti. Inviate le foto degli abiti pervenuti a Rehberger, partendo dai materiali l’artista disegnò le sette tende. I disegni e i materiali furono inviati alla fashion designer Yasmin Naqvi, che tradusse I disegni in patchwork di ex vestiti.
Partecipai alla realizzazione materiale delle tende, con ago e filo. Le tende furono appese alle finestre, il tavolo stava al centro stanza. L’atmosfera era straordinaria, cogliendo perfettamente le diverse luci dello spazio al variare delle ore del giorno. L’unico personaggio che alla fine, ben compreso il progetto, si tirò indietro fu Isabella Ciuffini, la subrette".

Patrizia Brusarosco

Jack Lemon's legs and other libraries, 2000, MDF, paint, televisions, VCR

Jack Lemon's legs and other libraries, 2000, MDF, paint, televisions, VCR

"Ivan di Overdrive è un mito per le gallerie milanesi: Ivan ha cominciato a trasportare pezzi d’arte nascosti in un furgone tra le fiere di mezza Europa ancora negli anni Ottanta, e con tanta tenacia ha messo su il imiglior servizio trasporti opere d’arte di Milano. Spesso minaccia di mollare tutto, e invece si ingrandisce. Mitico fu il trasporto dell’installazione di Flavio Favelli alla Tutbine Hall della Tate Modern a Londra: la notte del disallestimento lo aspettai per ore, assieme agli imballi e a suo figlio piccolo, che Ivan arrivasse, ma si era perso per Londra con una fidanzata. Quando finalmente arrivò a caricare sotto un diluvio, a mezzanotte, erano rimasti solo io e gli inservienti della Tate".

Patrizia Brusarosco